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    • 19 AGO 16

    Un bimbo su 40 nato in provetta E si è alzata l’età delle madri: la tecnica cambia la «natura»

    Sta cambiando la cosa più «naturale» che ci sia: il modo in cui nascono i bambini. O meglio: come vengono concepiti. L’ente tedesco per la ricerca demografica (il «Bundesinstitut für Bevölkerungsforschung») ha reso note le cifre ieri: tra il 1997 e il 2014 ben 225 mila bimbi sono nati con la fecondazione in vitro. Uno su 40. E i numeri sono in crescita: erano 12.456 nel 2001, sono diventati 17.075 nel 2013. Erano solo l’1,7% dei nati vivi nel 2001, sono saliti al 2,5% nel 2013. Percentuali ancora basse, ma indicano un trend. Che c’è anche in Italia, dove la fecondazione assistita è regolamentata dal 2004 e l’eterologa è legale dal 2014.
    Se la diffusione della pillola a partire dagli anni 60 ha reso la sessualità indipendente dalla procreazione, adesso con il concepimento in provetta, «extracorporeo», la procreazione sta diventando indipendente dalla sessualità. È un cambiamento la cui portata a livello dei costumi capiremo probabilmente solo nei prossimi decenni. Ed è un cambiamento che può piacere oppure no: di certo piace alle centinaia di migliaia di persone che, in Germania come in Italia, sono diventati genitori grazie a tecniche un tempo inimmaginabili. Ma nell’immediato ha conseguenze molto concrete.